
Questa mattina sono stata a Palermo, presso Palazzo Zito, su invito del Centro Studi Giuseppe La Loggia e della Fondazione Sicilia. E’ stata una giornata di approfondimento sullo stato dell’arte della grande opera del Ponte sullo sullo Stretto fra Sicilia e Calabria.
Un’infrastruttura di cui si parla da decenni e che, negli ultimi anni, ha visto tutte le forze politiche, anche quelle più scettiche, impegnate nello studio di un serio progetto che portasse alla sua realizzazione.
Stato dell’arte. Sappiamo che il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ha registrato il parere favorevole della Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale, associato a 62 prescrizioni da ottemperare in fase di progettazione esecutiva e successiva all’apertura al traffico del Ponte. Un ulteriore piano di dettaglio sulle misure compensative però dovrà essere consegnato, dalla Società Stretto di Messina, alla Commissione europea in aderenza alla Direttiva europea Habitat ed è al momento al vaglio dei vari Ministeri competenti.

Ricordo che la Commissione europea, ha firmato un cofinanziamento di 25 milioni per la progettazione esecutiva del Ponte, che è l’anello meridionale mancante delle grandi reti (Ten-T) di trasporto trans-europee.
Il Ministro Salvini ha dichiarato l’altro ieri , durante il question time al Senato, che intende arrivare a stretto giro al Cipess per l’approvazione del progetto definitivo e ritiene di poter partire con la cantierizzazione nella primavera 2025.
Non c’è dubbio che il Ponte rappresenti un’opera di grande impatto strategico, non solo per la Sicilia e la Calabria, ma per l’intero Paese.
Non vi è dubbio che la continuità territoriale è un diritto che va garantito.
E’ allo stesso modo conclamato però che, il Ponte non può essere considerata come un’opera isolata. Essa potrà esistere solo come opera che faccia parte di un sistema integrato di trasporti. Dunque è essenziale che sia al più presto completato il finanziamento del collegamento con la rete ferroviaria dell’alta velocità. Ed in Calabria, l’alta velocità ferroviaria tra Praia a Mare e Reggio Calabria, purtroppo, è ancora oggi un’utopia. Il Governo Meloni ha trovato i 13, 5 miliardi per il Ponte ma le risorse per terminare l’alta velocità fino a Reggio Calabria ancora non ci sono.
Ad oggi le ultime risorse stanziate sono quelle del Piano RFI ai tempi del Governo Draghi, circa 15 miliardi euro ed il finanziamento di 1 miliardo di euro che metterà la Regione Calabria per il completamento entro il 2031 per il tratto fino a Praia a Mare.

Dunque, lo scetticismo che ancora permane sulla realizzazione del Ponte, dalla parte Calabrese è dovuta alla sfiducia verso il Governo attuale che non ha predisposto ancora ulteriori risorse per l’alta velocità che vada oltre Praia a Marre e finalmente raggiunga Reggio Calabria
Piccolo passo indietro rispetto ai governi della passata legislatura, la mancata inclusione dell’opera nel PNRR è stata decisa per l’impossibilità di completarla entro il 2026 rispettando le scadenze previste. Abbiamo però implementato e migliorato l’attraversamento dinamico sullo Stretto con nuove navi a propulsione ecologica (GNL o elettriche). Abbiamo finanziato l’elettrificazione della tratta ferroviaria ionica della calabria (catanzaro lido-sibari e catanzaro lido-roccella ionica).
Le perplessità sul vecchio progetto che il Governo Monti aveva cassato, mettendo in liquidazione la Società Stretto di Messina, a mio avviso aveva delle ragioni tecniche. Ed anziché aggiornare il vecchio progetto, si riteneva bisognasse proseguire nell’intuizione iniziale dei Governi Conte e Draghi, ovvero avviare una nuova procedura per reperire un progetto più innovativo e rispondente alle caratteristiche peculiari dei fondali dello Stretto. Questo forse ci sarebbe costato ancora qualche anno in più di lentezza rispetto all’effettivo avvio dei lavori, ma nel frattempo avrebbe permesso di destinare più risorse alle infrastrutture di collegamento ferroviario e stradali.

La mia posizione è chiara: io non sono contraria alla realizzazione di quest’opera e sono fermamente convinta che dovrebbe andare in parallelo con il potenziamento delle infrastrutture e dei trasporti in Sicilia e in Calabria. Cosa che al momento non sta avvenendo perché gli investimenti di RFI sull’alta velocità non sono adeguati.
L’impegno di tutte le forze politiche oggi dovrebbe concentrarsi sul recupero di un serio piano di investimento sulla ferrovia, che garantisca l’alta velocità da Salerno fino a Palermo e che non lasci il Sud privo delle infrastrutture necessarie per competere con il resto d’Europa. Solo in questo mondo il Ponte sullo Stretto sarà una vera opera strategica di sviluppo per il Sud e l’intero Paese collegato all’Europa al centro del Mediterraneo.
Vorrei quindi che il Governo pro tempore modificasse il piano di investimenti, per reperire le risorse per l’alta velocità in Calabria e Sicilia. Il Mezzogiorno da troppi anni attende quanto gli spetta e vogliamo tutto.
Di seguito le slide di RFI aggiornate a febbraio 2025.


