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Ius Scholae o Ius Italiae? Si può fare! Dibattito veritiero e concreto nel think tank di #ParoleGuerriere

Ieri la prestigiosa e antica Sala della Regina di Palazzo Montecitorio era pienissima di giovani, intellettuali, amministratori, rappresentanti di associazioni, politici e giornalisti. Una platea attentissima che potuto ascoltare relatori dai contenuti dirompenti e chiarissimi. Ringrazio l’On. Fabio Rampelli, l’On. Fioroni, la Prof.ssa Maria Rita Parsi, il Direttore de Il Tempo Tommaso Cerno, l’Avv. Hilarry Sedu e la Ministra Anna Maria Bernini. Complimenti anche a mio fratello Diego Antonio per aver introdotto e moderato i lavori.

Un ringraziamento speciale agli amici dello staff organizzativo e direttivo presenti ieri: Egidio Lizza, Cesare Serantoni, Salvatore Crupi, Giulia Romano, Michele Galella. Grazie infinite a tutti coloro che con stima, affetto e partecipazione civica autentica vi partecipano ogni volta da tutta Italia.

COMUNICATO STAMPA

Dibattito aperto e costruttivo al Think Tank “Parole Guerriere” su Ius Scholae e Ius Italiae

Roma, 28 marzo 2025 – Un confronto autentico e concreto ha caratterizzato il Think Tank “Parole Guerriere”, svoltosi ieri presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. L’evento ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del panorama politico e culturale italiano: Fabio Rampelli, Giuseppe Fioroni, Maria Rita Parsi, Tommaso Cerno, Hilarry Sedu e, con un messaggio di saluto, la Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

Il moderatore Diego Antonio Nesci, ha sottolineato l’importanza di spazi di dialogo politico basati su pensiero profondo e rispetto reciproco, lontani da logiche populiste: “Sembrano sempre più rari i luoghi in cui il confronto politico si sviluppa con autenticità. Gli illustri relatori hanno dimostrato che è possibile dialogare e ridurre le distanze culturali anche su un tema delicato come lo Ius Scholae o Ius Italiae, già oggetto di dibattito pubblico e di iniziative parlamentari”.

L’evento è stato trasmesso in diretta web dalla Camera dei Deputati ed è tuttora disponibile al seguente link: https://webtv.camera.it/evento/27715.

Interventi di rilievo sul tema della cittadinanza

Il Vicepresidente della Camera, On. Fabio Rampelli, ha partecipato attivamente al dibattito, evidenziando la necessità di affrontare il tema della cittadinanza con equilibrio: “Ha senso ragionare sulla cittadinanza al termine del percorso scolastico e sempre dopo una richiesta formale. Discuterne non deve essere un tabù, ma bisogna farlo senza strumentalizzazioni politiche”.

La Ministra Anna Maria Bernini, impossibilitata a partecipare per un impegno istituzionale all’estero, ha inviato un messaggio di grande rilevanza politica: “Le politiche di cittadinanza non sono dogmi, possono e devono mutare per favorire una reale integrazione e riconoscere il contributo delle nuove generazioni alla nostra società. Con lo Ius Italiae, poniamo al centro non solo l’educazione, ma anche il legame profondo con l’Italia e la sua comunità”.

Tommaso Cerno, direttore de Il Tempo, ha ribadito il ruolo fondamentale della scuola nell’integrazione: “La scuola può dirci se un ragazzo è integrato. Oggi vediamo migliaia di giovani nati in Italia che non hanno ancora la cittadinanza, ma che lo sono più di noi. Dobbiamo superare le paure e affiancare al concetto di diritto quello di dovere per dare a questi ragazzi il riconoscimento che meritano”.

Di particolare impatto è stata la testimonianza di Hilarry Sedu, Vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che ha affrontato il tema da un punto di vista giuridico: “Non possiamo fare discriminazioni tra minori. Questi ragazzi non sono soggetti da integrare, sono già italiani perché nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri fin dalla prima infanzia”.

La Prof.ssa Maria Rita Parsi ha enfatizzato il ruolo della scuola come centro culturale aperto e inclusivo: “La scuola deve diventare un presidio polivalente attivo tutto il giorno, con un’équipe pedagogica collegata alle realtà associative del territorio”.

Infine, l’On. Giuseppe Fioroni, ex Ministro dell’Istruzione, ha evidenziato la necessità di educare i giovani al rispetto delle diversità: “La segregazione per etnie non funziona. Alimenta la paura e genera separazione e violenza. Dobbiamo insegnare ai ragazzi a vedere nella diversità un’opportunità di crescita e arricchimento reciproco”.

L’evento ha dimostrato che un dialogo sereno e costruttivo su temi complessi è possibile, offrendo spunti di riflessione per una riforma della cittadinanza che tenga conto delle trasformazioni della società italiana.

Per informazioni:
Dalila Nesci
📧 eventi@paroleguerriere.info

 📧dalilanesci1@gmail.com

 📞 340 367 6979
🌐 www.paroleguerriere.info

Potete rivedere il video dell’intero evento (ve lo consiglio!) qui: https://webtv.camera.it/evento/27715

La Ministra Bernini ci ha mandato un messaggio di saluto dal contenuto istituzionale e politico molto importante, rileggilo qui:

Qui le foto più significative della giornata:

I contenuti di alcune agenzie stampa diramate ieri:

IUS SCHOLAE. RAMPELLI (FDI): SIAMO NAZIONE CHE DÀ PIÙ NUOVE CITTADINANZE DIR3145 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT
IUS SCHOLAE. RAMPELLI (FDI): SIAMO NAZIONE CHE DÀ PIÙ NUOVE CITTADINANZE
(DIRE) Roma, 27 mar. – “La cittadinanza è materia scivolosa. Non
a caso se ne parla da anni: chiunque sia stato chiamato a guidare
la nazione non ha voluto, o non è riuscito, a modificarla. La
legge attuale dà risposte importanti: siamo la nazione che
concede il maggior numero di nuove cittadinanze in Europa
rispetto alle altre: 200mila nel 2023, in proiezione dieci
milioni in 10 anni. Lo ius sanguinis può evolvere, non ci sono
resistenze preconcette. Ma quali sono i punti di caduta di
un’eventuale riforma della cittadinanza? Qual è al contrario
quella ‘mente illuminata’ che vuole imporre la cittadinanza
italiana per legge a un bambino nato in Italia da genitori
stranieri? Chi ci autorizzerebbe, secondo lo ius soli, a imporre
la nostra cittadinanza se quel bambino volesse essere legato alla
nazionalità, alla cultura, alla tradizione dei propri genitori?
La pretesa della superiorità tanto bistrattata?
La cittadinanza si deve desiderare e la si deve conquistare, non
può essere un automatismo? A maggior ragione in un’epoca di
flussi migratori eccezionali scaturiti da un messaggio sbagliato
mandato dall’occidente al Terzo mondo. E infatti molti Stati
stanno irrigidendo le norme e non ampliandole. Lo ius soli è una
boiata insomma”.
Così il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio
Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia, intervenendo al 25°
convegno di Parole Guerriere, ‘Ius Scholae: tempi nuovi per
l’Italia?.
E continua: “Ha senso ragionare sulla cittadinanza al termine
del percorso scolastico e sempre dopo averla richiesta.
Parlare di cittadinanza non è un tabù ma se ne deve parlare con
equilibrio, non per strappare voti. Nel 1994, il Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in presenza di piccoli
agglomerati di cittadini stranieri insediati in diverse periferie
italiane e in scuole ghetto, decretò il principio dell’equa
distribuzione per garantire equilibrio e quindi condizioni di
vera inclusione culturale e sociale. Per arginare i piccoli Bronx
che nascevano ai margini delle grandi città. È la mescolanza che
crea dialogo, non l’uniformità, che al contrario genera odio e
ostilità. Io voglio vedere il diverso, riconoscerlo e farmi
conoscere. Così, se vado in un paese islamico, voglio vedere le
mezze lune, senza per questo vedere vacillare la mia appartenenza
alla mia confessione religiosa. Allo stesso tempo, non è
togliendo i crocifissi o vietando i presepi che favoriamo
l’integrazione degli immigrati di religione islamica. È il
riconoscimento dell’identità dell’altro a generare il desiderio
dello scambio. Discussione aperta, senza paraocchi, senza
l’ossessione della propaganda e comunque ricordo che questo tema-
conclude Rampelli- non è presente nel programma di legislatura
del centrodestra, non essendo ritenuto una priorità”.
(Com/Tec/ Dire)
20:22 27-03-25
NNNN CITTADINANZA: RAMPELLI, ‘SIAMO NAZIONE CHE NE DA’ DI PIU’, RIFORMA NON TABU’ MA SERVE EQUILIBRIO’ = ADN1589 7 POL 0 ADN POL NAZ
CITTADINANZA: RAMPELLI, ‘SIAMO NAZIONE CHE NE DA’ DI PIU’, RIFORMA NON TABU’ MA SERVE EQUILIBRIO’ =
Roma, 27 mar. (Adnkronos) – ”La cittadinanza è materia scivolosa. Non
a caso se ne parla da anni: chiunque sia stato chiamato a guidare la
nazione non ha voluto, o non è riuscito, a modificarla. La legge
attuale dà risposte importanti: siamo la nazione che concede il
maggior numero di nuove cittadinanze in Europa rispetto alle altre:
200mila nel 2023, in proiezione dieci milioni in 10 anni. Lo ius
sanguinis può evolvere, non ci sono resistenze preconcette. Ma quali
sono i punti di caduta di un’eventuale riforma della cittadinanza?
Qual è al contrario quella ”mente illuminata” che vuole imporre la
cittadinanza italiana per legge a un bambino nato in Italia da
genitori stranieri? Chi ci autorizzerebbe, secondo lo ius soli, a
imporre la nostra cittadinanza se quel bambino volesse essere legato
alla nazionalità, alla cultura, alla tradizione dei propri genitori?
La pretesa della superiorità tanto bistrattata? La cittadinanza si
deve desiderare e la si deve conquistare, non può essere un
automatismo? A maggior ragione in un’epoca di flussi migratori
eccezionali scaturiti da un messaggio sbagliato mandato dall’occidente
al Terzo mondo. E infatti molti Stati stanno irrigidendo le norme e
non ampliandole. Lo ius soli è una castroneria insomma”. Così il
vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, esponente di
Fratelli d’Italia, intervenendo al 25° convegno di Parole Guerriere,
”Ius Scholae: tempi nuovi per l’Italia?” presso la Sala della Regina
della Camera.
“Ha senso ragionare sulla cittadinanza al termine del percorso
scolastico e sempre dopo averla richiesta. Parlare di cittadinanza non
è un tabù ma se ne deve parlare con equilibrio, non per strappare
voti. Nel 1994, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,
in presenza di piccoli agglomerati di cittadini stranieri insediati in
diverse periferie italiane e in scuole ghetto, decretò il principio
dell’equa distribuzione per garantire equilibrio e quindi condizioni
di vera inclusione culturale e sociale. Per arginare i piccoli Bronx
che nascevano ai margini delle grandi città. È la mescolanza che crea
dialogo, non l’uniformità, che al contrario genera odio e ostilità. Io
voglio vedere il diverso, riconoscerlo e farmi conoscere. Così, se
vado in un paese islamico, voglio vedere le mezze lune, senza per
questo vedere vacillare la mia appartenenza alla mia confessione
religiosa. Allo stesso tempo, non è togliendo i crocifissi o vietando
i presepi che favoriamo l’integrazione degli immigrati di religione
islamica. È il riconoscimento dell’identità dell’altro a generare il
desiderio dello scambio. Discussione aperta, senza paraocchi, senza
l’ossessione della propaganda e comunque ricordo che questo tema non è
presente nel programma di legislatura del centrodestra, non essendo
ritenuto una priorità”.
(Pol-Leb/Adnkronos)
ISSN 2465 – 1222
27-MAR-25 20:09
NNNN Cittadinanza: Rampelli, no tabù su riforma ma quali punti caduta? Cittadinanza: Rampelli, no tabù su riforma ma quali punti caduta? Roma, 27 mar. (LaPresse) – “La cittadinanza è materia scivolosa. Non a caso se ne parla da anni: chiunque sia stato chiamato a guidare la nazione non ha voluto, o non è riuscito, a modificarla. La legge attuale dà risposte importanti: siamo la nazione che concede il maggior numero di nuove cittadinanze in Europa rispetto alle altre: 200mila nel 2023, in proiezione dieci milioni in 10 anni. Lo ius sanguinis può evolvere, non ci sono resistenze preconcette. Ma quali sono i punti di caduta di un’eventuale riforma della cittadinanza?”. Così il Vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia, intervenendo al 25° convegno di Parole Guerriere, ‘Ius Scholae: tempi nuovi per l’Italia?’ presso la Sala della Regina.”Qual è al contrario quella ‘mente illuminata’ che vuole imporre la cittadinanza italiana per legge a un bambino nato in Italia da genitori stranieri? Chi ci autorizzerebbe, secondo lo ius soli, a imporre la nostra cittadinanza se quel bambino volesse essere legato alla nazionalità, alla cultura, alla tradizione dei propri genitori? La pretesa della superiorità tanto bistrattata? La cittadinanza si deve desiderare e la si deve conquistare, non può essere un automatismo? A maggior ragione in un’epoca di flussi migratori eccezionali scaturiti da un messaggio sbagliato mandato dall’occidente al Terzo mondo. E infatti molti Stati stanno irrigidendo le norme e non ampliandole. Lo ius soli – sottolinea – è una castroneria insomma. Ha senso ragionare sulla cittadinanza al termine del percorso scolastico e sempre dopo averla richiesta”.(Segue) POL NG01 gib 272000 MAR 25 Cittadinanza:Rampelli,no tabu’ su riforma ma quali punti caduta? = AGI0912 3 POL 0 R01 /
Cittadinanza:Rampelli,no tabu’ su riforma ma quali punti caduta? =
(AGI) – Roma, 27 mar. – “La cittadinanza e’ materia scivolosa.
Non a caso se ne parla da anni: chiunque sia stato chiamato a
guidare la nazione non ha voluto, o non e’ riuscito, a
modificarla. La legge attuale da’ risposte importanti: siamo la
nazione che concede il maggior numero di nuove cittadinanze in
Europa rispetto alle altre: 200mila nel 2023, in proiezione
dieci milioni in 10 anni. Lo ius sanguinis puo’ evolvere, non ci
sono resistenze preconcette. Ma quali sono i punti di caduta di
un’eventuale riforma della cittadinanza? Qual e’ al contrario
quella ‘mente illuminata’ che vuole imporre la cittadinanza
italiana per legge a un bambino nato in Italia da genitori
stranieri? Chi ci autorizzerebbe, secondo lo ius soli, a imporre
la nostra cittadinanza se quel bambino volesse essere legato
alla nazionalita’, alla cultura, alla tradizione dei propri
genitori? La pretesa della superiorita’ tanto bistrattata? La
cittadinanza si deve desiderare e la si deve conquistare, non
puo’ essere un automatismo. A maggior ragione in un’epoca di
flussi migratori eccezionali scaturiti da un messaggio sbagliato
mandato dall’Occidente al Terzo mondo. E infatti molti Stati
stanno irrigidendo le norme e non ampliandole. Lo ius soli e’
una boiata insomma. Ha senso ragionare sulla cittadinanza al
termine del percorso scolastico e sempre dopo averla
richiesta.Parlare di cittadinanza non e’ un tabu’ ma se ne deve
parlare con equilibrio, non per strappare voti. Nel 1994, il
Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in presenza di
piccoli agglomerati di cittadini stranieri insediati in diverse
periferie italiane e in scuole ghetto, decreto’ il principio
dell’equa distribuzione per garantire equilibrio e quindi
condizioni di vera inclusione culturale e sociale. Per arginare
i piccoli Bronx che nascevano ai margini delle grandi citta’. E’
la mescolanza che crea dialogo, non l’uniformita’, che al
contrario genera odio e ostilita’. Io voglio vedere il diverso,
riconoscerlo e farmi conoscere. Cosi’, se vado in un paese
islamico, voglio vedere le mezze lune, senza per questo vedere
vacillare la mia appartenenza alla mia confessione religiosa.
Allo stesso tempo, non e’ togliendo i crocifissi o vietando i
presepi che favoriamo l’integrazione degli immigrati di
religione islamica. E’ il riconoscimento dell’identita’
dell’altro a generare il desiderio dello scambio. Discussione
aperta, senza paraocchi, senza l’ossessione della propaganda e
comunque ricordo che questo tema non e’ presente nel programma
di legislatura del centrodestra, non essendo ritenuto una
priorita’”.
Cosi’ il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio
Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia, intervenendo al 25
convegno di Parole Guerriere, ‘Ius Scholae: tempi nuovi per
l’Italia?’ presso la Sala della Regina della Camera.
(AGI)com/Cnt
271955 MAR 25
NNNN – Bernini, ‘politiche cittadinanza non sono dogmi, devono mutare’ Bernini, ‘politiche cittadinanza non sono dogmi, devono mutare’
‘Definizione di cittadino italiano sta evolvendo’

(ANSA) – ROMA, 27 MAR – L’acquisizione della cittadinanza
italiana è “un argomento quasi sempre trattato con una
polarizzazione che ne ha limitato il dibattito e che oggi è
urgente svincolare da opposte spinte radicali. La definizione
stessa di cittadino italiano sta evolvendo in risposta a una
società sempre più aperta, sempre più multiculturale. Una
società dove una percentuale significativa di bambini nati in
Italia ha origini straniere, frequenta le nostre scuole e le
nostre università”. Così la ministra dell’Università e della
Ricerca, Anna Maria Bernini, in un messaggio inviato e letto al
convegno “Ius Scholae: tempi nuovi per l’Italia?” alla Camera
dei deputati.
“Lo scorso anno accademico si sono iscritti nei nostri atenei
134 mila studenti stranieri. I laureati sono oltre 19 mila. I
dati raccolti dal ministero dell’università e della ricerca
parlano di ragazze e ragazzi che in Italia hanno scelto di
crescere, formarsi, vivere e contribuire allo sviluppo del
paese. È un cambiamento demografico su cui dobbiamo riflettere –
ha aggiunto – Le politiche di cittadinanza non sono dogmi, si
possono modificare. E io aggiungo: devono mutare per facilitare
una vera integrazione e riconoscere il contributo che queste
nuove generazioni danno alla nostra società”.
Bernini ha evidenziato che “l’istruzione è l’elemento
fondamentale di una nuova politica della cittadinanza. Un ciclo
di studi completo, 10 anni di formazione possiamo ritenerli un
buon presupposto per diventare italiani. Ma noi andiamo anche
oltre, con una versione 2.0 dello Ius Scholae, lo Ius Italiae
che pone al centro non solo l’educazione, ma soprattutto il
legame profondo con l’Italia e la sua comunità. È attraverso la
scuola, ma soprattutto attraverso la condivisione di storia,
valori e tradizioni che si costruisce il senso di appartenenza
alla comunità. Questa è l’integrazione che vogliamo”.
“La cittadinanza non è solo un titolo giuridico, ma
rappresenta la partecipazione e la condivisione di valori
comuni. In un mondo in continua evoluzione dove i confini
politici e culturali sono sempre più rarefatti, possiamo
guardare anche alla storia del nostro passato per comprendere
l’importanza di nuove politiche che si adattano alle esigenze
delle comunità – ha concluso la ministra – L’identità di un
popolo non si costruisce sull’esclusione, ma sulle capacità di
accogliere anche ibrida, di evolversi, avendo radici forti.
L’identità è appartenenza, l’identità è riconoscere. L’identità
è la forza di non perdersi”. (ANSA).
2025-03-27T18:57:00+01:00
YSM-RO
ANSA per CAMERA03
https://trust.ansa.it/33e5f5dd94f0ab7f3f4fa8a16606d013c21fa00fb506b8f34acc43736b175473 – Bernini, ‘politiche cittadinanza non sono dogmi, devono mutare’ Bernini, ‘politiche cittadinanza non sono dogmi, devono mutare’
‘Definizione di cittadino italiano sta evolvendo’

(ANSA) – ROMA, 27 MAR – L’acquisizione della cittadinanza
italiana è “un argomento quasi sempre trattato con una
polarizzazione che ne ha limitato il dibattito e che oggi è
urgente svincolare da opposte spinte radicali. La definizione
stessa di cittadino italiano sta evolvendo in risposta a una
società sempre più aperta, sempre più multiculturale. Una
società dove una percentuale significativa di bambini nati in
Italia ha origini straniere, frequenta le nostre scuole e le
nostre università”. Così la ministra dell’Università e della
Ricerca, Anna Maria Bernini, in un messaggio inviato e letto al
convegno “Ius Scholae: tempi nuovi per l’Italia?” alla Camera
dei deputati.
“Lo scorso anno accademico si sono iscritti nei nostri atenei
134 mila studenti stranieri. I laureati sono oltre 19 mila. I
dati raccolti dal ministero dell’università e della ricerca
parlano di ragazze e ragazzi che in Italia hanno scelto di
crescere, formarsi, vivere e contribuire allo sviluppo del
paese. È un cambiamento demografico su cui dobbiamo riflettere –
ha aggiunto – Le politiche di cittadinanza non sono dogmi, si
possono modificare. E io aggiungo: devono mutare per facilitare
una vera integrazione e riconoscere il contributo che queste
nuove generazioni danno alla nostra società”.
Bernini ha evidenziato che “l’istruzione è l’elemento
fondamentale di una nuova politica della cittadinanza. Un ciclo
di studi completo, 10 anni di formazione possiamo ritenerli un
buon presupposto per diventare italiani. Ma noi andiamo anche
oltre, con una versione 2.0 dello Ius Scholae, lo Ius Italiae
che pone al centro non solo l’educazione, ma soprattutto il
legame profondo con l’Italia e la sua comunità. È attraverso la
scuola, ma soprattutto attraverso la condivisione di storia,
valori e tradizioni che si costruisce il senso di appartenenza
alla comunità. Questa è l’integrazione che vogliamo”.
“La cittadinanza non è solo un titolo giuridico, ma
rappresenta la partecipazione e la condivisione di valori
comuni. In un mondo in continua evoluzione dove i confini
politici e culturali sono sempre più rarefatti, possiamo
guardare anche alla storia del nostro passato per comprendere
l’importanza di nuove politiche che si adattano alle esigenze
delle comunità – ha concluso la ministra – L’identità di un
popolo non si costruisce sull’esclusione, ma sulle capacità di
accogliere anche ibrida, di evolversi, avendo radici forti.
L’identità è appartenenza, l’identità è riconoscere. L’identità
è la forza di non perdersi”. (ANSA).
2025-03-27T18:57:00+01:00
YSM-RO
ANSA per CAMERA01
https://trust.ansa.it/33e5f5dd94f0ab7f3f4fa8a16606d013c21fa00fb506b8f34acc43736b175473 CAMERA, INCONTRO SU IUS SCHOLAE 9CO1642909 4 POL ITA R01
CAMERA, INCONTRO SU IUS SCHOLAE
(9Colonne) Roma, 27 mar – Oggi, alle ore 17:15, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, si terrà l’incontro “Ius Scholae: tempi nuovi per l’Italia?”. L’evento metterà al centro la possibile riforma dello Ius Scholae e dello Ius Italiae, attualmente al centro del confronto politico in Parlamento. L’obiettivo dell’incontro è “stimolare una riflessione costruttiva sull’inclusione e l’integrazione, superando le divisioni ideologiche per individuare soluzioni concrete e sostenibili. Il dibattito rappresenterà un’occasione di confronto interdisciplinare sullo Ius Scholae, non solo come riforma giuridica, ma anche come strumento per ripensare il rapporto tra identità, cittadinanza e partecipazione in una società in continua evoluzione”. L’iniziativa è promossa dal think tank Parole Guerriere, giunto al suo 25mo convegno, nell’ambito del ciclo di incontri “Pomeriggi Popolari a Montecitorio”, che nel biennio 2024-2025 ha già affrontato temi cruciali come la denatalità, il femminicidio, la geopolitica e il fenomeno woke.
Annunciati gli interventi del ministro Anna Maria Bernini e di monsignor Vincenzo Paglia, Giuseppe Fioroni, Hilarry Sedu, del direttore de “Il Tempo” Tommaso Cerno e di Maria Rita Parsi. A moderare il dibattito sarà Diego Antonio Nesci, ideatore del think tank, mentre i saluti istituzionali saranno affidati a Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera. “Il nostro progetto – afferma Dalila Nesci, organizzatrice dell’evento – nasce dalla convinzione che la parola abbia un potere trasformativo. Attraverso il confronto tra esperti, politici e cittadini, vogliamo generare riflessioni e azioni concrete per un cambiamento positivo. Lo Ius Scholae può rappresentare un passo significativo verso un’Italia più inclusiva, fondata sul valore della relazione con l’altro come pilastro di una convivenza consapevole e giusta”.
(PO / redm)
271010 MAR 25